Omosessualità

L’orientamento sessuale, cioè l’attrazione verso lo stesso sesso o verso il sesso opposto, dipende da numerosi fattori, alcuni biologici, altri derivano da esperienze sociali che formano il vissuto di una persona.

In generale si possono distinguere due tipologie di orientamento sessuale: quello etero, cioè verso il sesso opposto al proprio e quello omo, cioè verso una persona dello stesso sesso.

Proprio quest’ultimo, l’omosessualità, genera spesso dei conflitti interiori e sociali molto dolorosi che portano ad un malessere difficilmente gestibile e che non consente di vivere il “proprio essere” nella maniera più libera ed equilibrata possibile.

Questa difficoltà ha origine dal fatto che ancora oggi l’omosessualità non è vista come qualcosa di naturale, di normale e nonostante negli ultimi anni questo argomento sia uscito, quasi definitivamente, dal tabù dentro cui era confinato, a tutt’oggi viene spesso relegato ad un’anomalia, o addirittura una sorta di malattia che necessita una cura.

Non è chiaro quali siano i motivi che generano nella persona un’attrazione verso lo stesso sesso, ma sebbene la maggioranza della popolazione segua un orientamento di tipo eterosessuale, è oramai pacifico che l’omosessualità non debba essere considerata un qualcosa di patologico, bensì una semplice forma di preferenza.

Nonostante il proliferare di numerose campagne di sensibilizzazione da parte di varie associazioni che mirano al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, l’omosessualità non trova ancora nelle moderne società una dignità pari a quella etero, e troppo spesso si registrano episodi di discriminazioni (a volte violente) in molti ambiti della quotidianetà.

Queste emarginazioni non possono che provocarci un grande senso di frustrazione e senso di inferiorità che ci porta a vivere la nostra sessualità, ed in generale la nostra vita, in modo chiuso, introverso e con un senso di vergogna che può portare allo sviluppo di patologie psicologiche anche molto gravi, come ad esempio la depressione.

Le maggiori difficoltà riguardano sia l’incapacità di accettare noi stessi (omofobia interiorizzata) sia l’accettazione di coloro che ci vivono accanto.

E’ per questo motivo che l’intervento di un professionista potrebbe aiutare a compiere, tramite un percorso di sostegno, quei passi necessari per acquisire quella forza e quella sicurezza che sono imprescindibili per il raggiungimento del nostro benessere interiore.

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