Disturbi Alimentari

I disturbi alimentari concernono tutte quelle problematiche, spesso di origine psicologica, che riguardano il rapporto tra l’uomo ed il cibo.

Mangiare quando si ha fame fino a raggiungere una sensazione di sazietà ed, al contrario, evitare il cibo quando non se ne sente la necessità fisiologica, è l’atteggiamento più salutare e naturale per ogni individuo e nella maggior parte delle persone cio’ avviene in modo istintivo.

Quando però questo “meccanismo naturale” si blocca o subisce delle alterazioni, ci si trova di fronte a delle problematiche che possono divenire molto serie e causare delle vere e proprie alterazioni fisiche, psicologiche e sociali.

Spesso, queste alterazioni sono causate dall’esigenza del soggetto di manifestare, tramite il proprio corpo, una sofferenza interna: per chi soffre di questi disturbi, il proprio fisico diviene uno strumento con cui esternare un malessere interiore.

Ad esempio, si sostiene che chi si priva del cibo fino a danneggiare consapevolmente il proprio corpo (anoressia), “nasconde” la volontà di acquisire un certo potere in termini di indipendenza: vuole dimostrare l’autocontrollo sul proprio corpo spostando su di esso quella padronanza che non pensa più di avere sulla propria vita.

Chi invece si alimenta in modo sproporzionato rispetto alle oggettive esigenze ed alla sensazione di fame (bulimia-obesità), vede nel cibo uno strumento consolatorio che spesso va a sostituire altre mancanze di origini diverse (spesso affettive).

Dietro queste interpretazioni, vi sono ovviamente altre letture da non sottovalutare: prima di tutto la pressione di una società che sembra oramai orientata all’accettazione di una bellezza stereotipata e spesso non raggiungibile in cui è evidente il binomio bellezza=magrezza.

Ciò, rende spesso la persona (soprattutto la donna) vulnerabile ed insicura, portandola a comportamenti inadeguati e fortemente pericolosi per la sua salute.

Quando l’autostima e la considerazione che si ha di se stessi sono influenzati quasi esclusivamente dall’aspetto estetico, è facile cadere in problematiche di questo tipo.

In questi casi infatti è facile farsi trasportare dalle bellezze proposte dai media, dai giornali e da tutti quei mezzi di informazione che propongono solo ed esclusivamente un certo canone di bellezza, come se fosse l’unico degno di essere preso in considerazione.

Ecco allora che tutto ciò che non riguarda strettamente il fisico (perfetto) passa in secondo piano: il carattere, la sensibilità e l’unicità della persona divengono del tutto marginali, quasi inutili.

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